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“Essere giornalisti – dice Asmae – per me significa essere cercatori e testimoni di veritĂ . Mi piace respirare l’aria dei luoghi che devo raccontare, conoscerne la gente, studiarne la storia per cercare di capire, senza fermarmi mai alle apparenze. Cerco soprattutto le voci delle donne e dei bambini, in particolare nei luoghi dove i loro diritti sono violati e dove sono  esposti a violenze e privazioni, come in Siria. Il mio bilinguismo mi permette di esplorare le due sponde del Mediterraneo con la stessa familiaritĂ e attraverso la mia penna cerco di fare da ponte tra culture. Credo nel valore della parola e del dialogo”.
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